Al via il conto alla rovescia per il rialzo tassi Fed

economiaIl quadro Forex che si è delineato in seguito alla vittoria (in buona parte a sorpresa) alle elezioni presidenziali USA da parte del candidato Donald Trump, si è arricchito di nuovi spunti, e non tutti facilmente prevedibili. Per quanto concerne ad esempio il dollaro, il focus è ora tutto incentrato sulla riunione della Federal Reserve in programma per il prossimo 14 dicembre.

Le attese sono per un rialzo tassi dello 0,25 per cento, a questo punto difficilmente procrastinabile, sia per il quadro macroeconomico che lo favorisce, sia per una questione di credibilità. L’insieme dei due fattori: la vittoria di Trump e l’attesa sui tassi ci consente di tratteggiare un quadro di forza relativa per il dollaro. Per quanto attiene l’euro, invece, la riunione BCE in programma per l’8 dicembre si annuncia cruciale. L’attuale situazione di bassa inflazione è probabile che possa spingere la BCE ad un’estensione del programma di quantitative easing oltre marzo 2017, con un possibile impatto svalutativo per l’euro.

Spostandoci oltre Manica, la Bank of England, che tornerà a riunirsi il 15 dicembre, ha più volte ricordato di voler tenere “le mani libere” per agire. In questa fase in cui la BoE fronteggia gli effetti della Brexit, l’unico asset a rimanerne penalizzato nel breve-medio termine sarà ancora la sterlina. Concludiamo infine con lo yen, in relazione al quale permane uno scenario di generale scetticismo sull’efficacia delle misure varate dalla BoJ, sfiducia che (unita al clima di tensione sui mercati dopo la vittoria di Trump) non permette allo yen di indebolirsi. La BoJ si riunirà nuovamente il 20 dicembre, chiudendo il fitto calendario di appuntamenti macro che riguardano tutte le principali banche centrali del mondo, e salutando pertanto un 2016 sicuramente inatteso sotto molteplici fronti…

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