BCE conferma target inflazione

Le stime finali dell’inflazione diramate dall’istituto europeo di statistica, hanno confermato che a dicembre il CPI ha accelerato da 0,6 punti percentuali a 1,1 punti percentuali su base annua, a fronte di un aumento ben più modesto per l’indice core che sale di un decimo allo 0,9 per cento su base annua. Tra le prime indagini di fiducia accelera l’indice ZEW in Germania che segnala miglioramenti diffusi a entrambe le componenti (corrente e prospettica).

Come da attese, prendendo spunto anche dai dati macro di cui sopra, nella sua prima riunione del 2017 la Banca Centrale ha ribadito tassi di riferimento e programma di acquisto titoli (quantitative easing) invariati. Il focus principale della riunione è stata chiaramente l’osservazione dei dati sull’inflazione, dopo la sorpresa al rialzo dei dati del mese di dicembre.

In tal proposito, Draghi ha parlato in maniera molto chiara di quello che significa raggiungere l’obbiettivo d’inflazione, definendo quattro parametri: il target del 2 per cento deve essere raggiunto nel medio periodo; il target del 2 per cento deve essere raggiunto in maniera “durevole”, e non certamente sulla scia di fattori temporanei; la variazione dei prezzi inferiore ma vicina al 2 per cento deve essere autosostenuta, ossia deve persistere anche in assenza dell’attuale supporto di una politica monetaria fortemente espansiva; l’inflazione deve essere omogenea per tutti i Paesi dell’area euro.

Chiaramente, alla luce anche di queste considerazioni, il presidente della Banca Centrale Europea ha sottolineato che non ci sono ancora segni di una ripresa convincente dell’inflazione e che quella della BCE rimane ancora un’impostazione molto espansiva. Vedremo se lo scenario valutativo potrà cambiare nel corso dei prossimi aggiornamenti in programma.

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