Bce spinge in rialzo l’euro

Alla fine, l’attesa riunione della Banca Centrale Europea sembra aver soddisfatto una buona parte degli auspici e, soprattutto, sembra aver portato bene alla forza relativa dell’euro, con la valuta unica europea che ha guadagnato terreno riportandosi temporaneamente sopra 1,10 dollari, a seguito delle parole di Draghi che hanno prospettato un graduale rialzo dell’inflazione nei prossimi mesi. Dunque, si allontana lo scenario di indebolimento della valuta, che sarebbe stato evidentemente conseguente in caso di delusioni provenienti dall’Eurotower.

Anche gli ultimi dati macro, d’altronde, hanno indicatoun proseguimento della crescita nel terzo trimestre e che la ripresa procederà a ritmo moderato. Sul Quantitative Easing, il presidente della BCE ha detto che l’istituto centrale non ha discusso dell’orizzonte temporale del programma. Dopo questa dichiarazione il cambio euro / dollaro torna sotto 1,10.

Uno sguardo infine anche al petrolio, i cui temi sono sostanzialmente invariati, con i prezzi del greggio in deciso calo; prevalgono infatti le prese di profitto dopo il rally di ieri dovuto alla contrazione delle scorte USA, sia EIA che API. Sullo sfondo restano le attese di un taglio della produzione da parte dell’OPEC nel corso del meeting in programma a Vienna. In tal proposito, riteniamo comunque di esprimere una discreta cautela, visto e considerato che non sarà facile cercare un’intesa condivisa da tutti i Paesi membri circa la riduzione delle quote. Inoltre, per poter arrivare a un corposo riequilibrio del mercato petrolifero, sarà anche necessario fare in modo che la riduzione delle quote sia particolarmente sostanziosa, e che si cerchi altresì uno sforzo da parte dell’area non OPEC. Entrambi gli elementi sembrano essere piuttosto difficili da conseguire il prossimo mese…

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