Caldaie, occhio al rispetto delle norme!

termosifone a caldaiaLe norme di sicurezza a cui sono soggetti gli impianti di riscaldamento asseriscono che i fumi della caldaia debbano essere espulsi all’esterno tramite appositi camini posti sopra il tetto dell’edificio, ma per qualche ragione questi fumi sono finiti per riversarsi all’interno dell’abitazione. E’ questo quanto accaduto a Giuseppina Lo Pizzo, un’anziana signora di 76 anni di Oleggio che il 30 Dicembre 2010 morì a causa di intossicazione da fumi: la pensionata era stata trovata priva di vita, insieme al suo gatto, nel bagno dell’abitazione sita in via dei Negri. Naturalmente in seguito a quell’episodio si sono succedute svariate indagini che, passo dopo passo, sono riuscite a costruire una realtà che si andava sospettando già in fase iniziale: l’impianto dell’abitazione non era a norma.

Proprio per questo la Procura di Novara ha ritenuto opportuno chiamare a processo, con l’accusa di omicidio colposo, ben cinque persone fra imprenditore e tecnici che in qualche modo erano stati coinvolti nell’installazione e nella manutenzione ordinaria della caldaia. L’accusa dirige le colpe al titolare della ditta che avrebbe avuto il compito di installare la caldaia nel ’99 tramite un condotto di evacuazione di fumi non conforme a quanto stabilito dalle norme vigenti e mostrante una curva a uncino esterna che di certo non avrebbe favorito l’evacuazione dei fumi al di fuori dell’abitazione (anzi, questa curva si ritiene abbia favorito l’ostruzione della condenza e il conseguente scarico nell’alloggio). Ma non è finita qua, poichè anche i tecnici che si sono occupati della manutenzione della caldaia hanno finito per rientrare nel raggio di accusa della Procura di Novara, poiché questi, in forza del loro lavoro e della loro specializzazione, avrebbero dovuto accorgersi del problema in essere e riportarlo all’attenzione della signora; a questi si aggiunge poi il verificatore esterno dell’Arpa che anziché allarmare circa l’inconformità del condotto aveva a suo tempo rilasciato la dichiarazione secondo cui l’impianto rispettasse la normativa vigente.

I familiari di Giuseppina Lo Pizzo intendono naturalmente dare battaglia dinanzi a quella che pare essere stata una inadempienza voluta. Peraltro la signora coinvolta dallo spiacevole accaduto era alquanto nota in paese dato che durante la sua vita lavorativa aveva gestito un bar del centro città. Il processo si prospetta dunque particolarmente lungo e battagliato.

Tutto ciò ci insegna come sia importante prestare la dovuta attenzione al nostro impianto di riscaldamento e a quanto fondamentale sia affidarsi a personale tecnico non solo specializzato ma anche serio in quel che fa. Maggiori informazioni è possibile rinvenirle qui.

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