E.ON chiude primi nove mesi con perdita

eonLa compagnia energetica tedesca E.ON ha chiuso i primi nove mesi dell’attuale esercizio con una perdita piuttosto rilevante, riconducibile principalmente alla determinante di maggiori svalutazioni straordinarie. In particolare, il gruppo tedesco ha annunciato ai propri stakeholders di aver dovuto archiviare i risultati dei primi nove mesi con ricavi in calo del 12 per cento a 28,19 miliardi di euro, a fronte di una perdita netta pari a 9,3 miliardi di euro.

Come anticipato, a pesare sono state soprattutto le operazioni straordinarie e, in esse, la svalutazione di 6,1 miliardi di euro della controllata Uniper, che riunisce le vecchie attività nel settore dei combustibili fossili.

Per questo motivo, al fine di giudicare la bontà della gestione caratteristica della compagnia energetica tedesca, val la pena cercare di comprendere quel che sarebbe avvenuto in caso di mancanza del peso di tali componenti straordinarie. Ne consegue che al netto delle componenti straordinarie, il risultato è stato pari a 641 milioni di euro di utile, in grado di battere le attese di mercato (509 milioni di euro).

Sul fronte della redditività, L’EBIT rettificato si è attestato a 2,31 miliardi di euro, al di sopra delle stime di mercato che si fermavano a 2,28 miliardi di euro. E.On conferma comunque le proprie stime per l’intero esercizio, attendendosi un utile operativo, rettificato per le componenti straordinarie, compreso tra 2,7 miliardi di euro e 3,1 miliardi di euro, a fronte di un utile netto adjusted tra 600 milioni di euro e 1 miliardo di euro, grazie anche a un taglio dei costi pari a circa 400 milioni di euro entro il 2018.

Vedremo ora, negli ultimi tre mesi, in che modo la compagnia energetica europea riuscirà a chiudere il proprio bilancio.

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