Fed più vicina al rialzo tassi, dollaro in apprezzamento

business-163501_960_720Il consolidarsi delle aspettative su un possibile (a questo punto, probabile) intervento restrittivo della Federal Reserve entro la fine del 2016 sta spingendo in tiepido rialzo il dollaro statunitense, conducendo il cambio euro/dollaro sulla difensiva, col cambio sceso verso 1,10, ai minimi da fine luglio a questa parte. Non solo: sempre per le determinanti sopra accennate, è evidente che il biglietto verde sta rimanendo forte anche nei confronti della sterlina dopo che la valuta britannica si è nuovamente portata vicino ai recenti minimi da oltre 30 anni, sulla base della notizia che la premier britannica May ha accettato di sottoporre al voto parlamentare il
proprio piano di Brexit.

Spostandoci dal comparto Forex a quello commodities, evidenziamo come nella giornata di oggi la prestazione per i derivati finanziari del petrolio sia ancora tonica, tanto che è ben possibile osservare come nelle ultime due settimane i prezzi siano o saliti di oltre il 13 per cento, dopo proposta di alcuni membri OPEC di una contrazione e riassegnazione dei livelli produttivi, il primo rimaneggiamento delle quote negli ultimi otto anni.

La riassegnazione delle quote dovrebbe essere sancita in modo formale nel meeting OPEC del 30 novembre a Vienna, anche se vi sono numerose voci che danno ancora presenti forti contrasti tra i membri dell’organizzazione. Dopo le recenti aperture della Russia circa un possibile congelamento della produzione di greggio, è poi iniziato a Istanbul un altro incontro informale fra i Paesi OPEC e non OPEC. Anche ieri il segretario Barkindo (OPEC) ha affermato che qualsiasi accordo che congelasse il livello della produzione sui valori attuali avrebbe una durata iniziale di sei mesi e verrebbe poi sottoposto a revisione periodica…

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *