Inflazione, bene il dato tedesco

Dopo che il dato francese ha deluso le attese di consenso degli analisti facendo registrare un recupero dell’inflazione meno ampio di quanto era stato auspicato secondo la stima preliminare di dicembre, l’indice tedesco riesce a crescere al di sopra delle previsioni dei principali analisti finanziari passando dal +0,7 per cento del mese di novembre a +1,7 punti percentuali su base annua, e portandosi così sui massimi dal luglio 2013.

Le stime di mercato avevano anticipato un incremento più modesto a +1,3 per cento anno su anno, mentre l’aumento dei prezzi al consumo su base mensile è stato dell’1,0 per cento rispetto a novembre. Pur non essendo ancora disponibile il completo dettaglio delle componenti, il movimento dei prezzi appare legato all’aumento dei prezzi del carburante e a quelli delle commodity mentre rimangono per il momento limitate le pressioni dai prezzi core.

Il CPI tedesco si avvicina però al target del 2 per cento per l’inflazione europea e potrebbe portare nuovi dissensi all’interno del Consiglio della Banca centrale riguardo le prossime mosse dell’Istituto. A completare il quadro delle statistiche tedesche la disoccupazione in dicembre è rimasta stabile al minimo storico della serie al 6,0 per cento in dicembre a fronte di un nuovo calo nel totale dei disoccupati pari a 17 mila unità, in aumento dalle 6 mila unità di dicembre e meglio delle 5 mila unità previste dal consenso.

Il quadro macro economico degli ultimi giorni si rende pertanto discretamente interessante e incoraggiante, nell’attesa della pubblicazione dei prossimi aggiornamenti sia nell’area euro che in quella dollaro. Vedremo come si evolveranno gli indicatori analitici più attesi.

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