Investimenti obbligazionari, cresce l’avversione al rischio

forex guadagnoL’avversione al rischio che si sta rapidamente propagando sui mercati internazionali sta evidentemente condizionando le scelte degli investitori. Un’avversione, come intuibile, che è da ascrivere alla fase di crescente incertezza politica nel nostro Paese e all’interno dei confini transalpini. In particolare, in Italia il clima è di attesa della rivalutazione creditizia di Moody’s sul rating sovrano, mentre la Francia sembra essere alle prese con i timori di una vittoria del partito anti europeista, con ciò che ne conseguirebbe sul fronte della stabilità dell’intera area euro e dell’Unione Europea.

In tale complesso scenario, i flussi in acquisto si sono concentrati sui titoli governativi core che, in chiusura, hanno segnano una generalizzata discesa dei rendimenti. La dinamica dei tassi core ha favorito gli investment grade, che hanno archiviato la seduta con un ritorno totale di +0,2 per cento; la prestazione è sicuramente positiva, ma decisamente più modesta (+0,07 per cento) anche per i titoli high yield, che hanno mostrato una buona tenuta di fondo viste le flessioni dei listini. Nella giornata di oggi, peraltro, i principali indici derivati evidenziano un ulteriore modesto aumento nel costo della protezione dal rischio di insolvenza.

Anche l’ambito azionario sembra riflettere il generale clima di avversione al rischio presente sui mercati e in particolare su quelli europei. Con volumi inferiori alla media dell’ultima settimana, la Borsa statunitense chiude con moderati ribassi ma rimanendo comunque in prossimità dei massimi storici. Tra i comparti più in forma, quelli energetici e finanziari. Di fondo, si ribadisce un clima di maggiore attesa per conoscere i prossimi provvedimenti in campo economico della nuova amministrazione Trump.

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