Nuove stime positive sulla musica in streaming

La musica in streaming? Le previsioni per il comparto sono molto positive, tanto che secondo quanto afferma Goldman Sachs in un suo recente report, nel corso del 2030 (anno che termina la view della nota società statunitense) varrà 41 miliardi di dollari.

Anche senza scendere in ulteriori approfondimenti, è piuttosto chiaro come il passo in avanti rispetto a quanto siamo oggi abituati ad osservare è ampissimo. Se infatti nel 2030 la musica in streaming varrà complessivamente 41 miliardi di dollari, significa che il mercato riuscirà a crescere di almeno 2 volte e mezzo rispetto ai 15,7 miliardi di dollari che è stato in grado di portare a casa nel corso del 2016.

Al centro del business ci sarà ancora una volta lo streaming, con una tecnologia che sarà in grado di movimentare almeno 34 miliardi di dollari, di cui 28 miliardi di dollari che saranno riconducibii alla fruizione di formule a pagamento: gli abbonati premium a servizi come Spotify e Apple Music dovrebbero arrivare a quota 847 milioni di unità.

Per quanto concerne le società produttrici, la parte del leone la dovrebbero fare alcune major come la Universal Music Group e la Sony Music, che già oggi ricoprono il ruolo di prima e di seconda casa nel mercato, rispettivamente di proprietà della francese Vivendi e della giapponese Sony Corp. Il valore di Sony Music, per il 2030, dovrebbe salire fino a toccare quota 19,8 miliardi di dollari, mentre il valore di Umg dovrebbe salire fino a quota 23,3 miliardi di dollari. A proposito di Umg, le stime dichiarano che nel corso del 2030 quest’ultima fatturerà 15 miliardi di dollari, ossia tre volte i ricavi attuali, a patto che il business dello streaming online non subisca delle improvvise e inattese battute d’arresto…

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