Petrolio, operatori consolidano posizione

Il mercato dei cambi ha inglobato, nelle ultime ore, i risultati determinati dalla conferenza stampa post riunione della Bank of Japan, in cui il governatore Kuroda ha preannunciato che il prossimo outlook si focalizzerà sugli effetti di uno yen debole, aggiungendo però che la divisa nipponica di recente non si è indebolita in modo eccessivo. Il dollaro sulla scia di questo è tornato in rialzo, supportato dai toni positivi sulle condizioni di salute del mercato del lavoro utilizzati da Yellen.

L’EUR/USD scende così sotto 1,04, mentre l’USD/JPY resta poco mosso in area 118, con l’avversione al rischio legata all’attentato di Berlino che ha comunque spinto la valuta giapponese nel suo ruolo di bene rifugio. Sul fronte emergenti prevale un cauto ottimismo nei verbali della riunione di politica monetaria della Reserve Bank of Australia, che il 6 dicembre ha confermato il costo del denaro al minimo storico dell’1,5 per cento, nonostante la contrazione del PIL nel terzo trimestre 2016. La Reserve Bank of Australia sembra non essere intenzionata ad attuare altre mosse espansive.

Per quanto invece concerne le risorse di base, gli operatori sul mercato petrolifero, in vista di fine anno, consolidano le loro posizioni sul petrolio, dopo il rally della seconda parte del 2016. Il focus per il 2017 resta sul rispetto degli accordi fra OPEC e produttori non-OPEC circa la contrazione dell’offerta di circa 1,8 milioni di barili al giorno, a partire da gennaio. La contrazione del surplus è una condizione necessaria al consolidamento al rialzo dei prezzi del petrolio, in vista anche di una crescita globale più generalizzata che stimoli la domanda di energia.

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