Prezzi dei cereali poco mossi

La FAO ha pubblicato il suo aggiornamento relativo all’andamento dell’indice dei prezzi dei cereali, manifestando una statistica che evidenza come il valore sia rimasto poco mosso nel corso degli ultimi tempi.

Più nel dettaglio, dalla lettura del dossier emerge come l’indice dei prezzi dei cereali FAO sia rimasto sostanzialmente stabile per il terzo mese consecutivo nel corso del mese di dicembre dell’ultimo anno, raggiungendo in media 152,7 punti nel mese oggetto di considerazione, in lieve diminuzione rispetto a novembre, ma è aumentato del 7,4 per cento mese su mese rispetto a dicembre 2016.

Ampi rifornimenti e vendite minori hanno contribuito a indebolire i prezzi del frumento, anche se – di contro – i prezzi del mais si sono leggermente stabilizzati come riflesso delle preoccupazioni meteorologiche sul granturco in Argentina, controbilanciando il calo del frumento. Infine, i prezzi del riso sono ulteriormente aumentati, grazie al rialzo della domanda e agli apprezzamenti valutari in alcuni dei principali paesi esportatori: l’indice risulta essere salito del 3,2 per cento nel 2017 rispetto al 2016, mentre risulta ancora inferiore del 37 per cento al massimo registrato nel 2011.

Per quanto poi riguarda l’indice FAO dei prezzi alimentari, il valore ha mostrato una flessione a dicembre, del 3,3 per cento mese su mese, e dello 0,28 per cento anno su anno, chiudendo il 2017 con un + 8,2 per cento su base mensile. L’indice si è attestato a 169,8 punti contro una media nel corso del 2017 di 174,6 punti, per il valore più alto dal 2014 a questa parte. La flessione è stata determinata soprattutto dal segno negativo degli oli vegetali, con contrazione del 5,6 per cento mese su mese e dei prodotti lattiero – caseari, in calo del 9,7 per cento mese su mese.

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