Produzione industriale europea più debole delle attese

Deludono in parte i dati sulla produzione industriale dell’area euro, con l’aggiornamento per il mese di luglio che ha contraddistinto un’entrata piuttosto debole nel trimestre estivo. Nel mese di luglio 2017, infatti, la produzione è cresciuta di 0,1 per cento su base mensile, circa in linea con le attese degli analisti.

Sulla dinamica mensile, sottolineano gli analisti, ha pesato in maniera negativa soprattutto il calo di output nel comparto energetico (-1,2 per cento su base mensile) e in minor misura nel settore dei beni di consumo non durevoli (-0,4 per cento mese su mese). La produzione è cresciuta nel comparto dei beni capitali (+0,8 per cento sul mese), dei durevoli (+0,7 per cento sul mese) e intermedi (+0,5 per cento sul mese).

Più ampiamente, il dato relativo al mese di luglio ha seguito una flessione di 0,6 per cento su base mensile nel corso del mese precedente e lascia la produzione industriale in linea per una diminuzione di 0,1 per cento su base trimestrale a settembre, dopo il +1,2 per cento trimestre su trimestre a giugno. Il dato di produzione di luglio suggerisce che il PIL potrebbe rallentare nei mesi estivi dopo lo 0,6 per cento su trimestre nel corso del secondo trimestre. Nonostante la volatilità trimestrale, il momento di fondo dell’economia euro zona rimane piuttosto solido.

Gli osservatori sostengono poi che l’apprezzamento del tasso di cambio avrà effetto sull’attività solamente tra qualche trimestre e, probabilmente, dalla seconda metà del 2018. L’impatto sulla crescita del PIL è ora stimato a -0,1 per cento nel 2018-19. Le stime di crescita del PIL euro zona è tra 2 e 2,1 per cento per quest’anno, 1,7 per cento nel 2018 e 1,5 per cento nel 2019.

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