Rallenta l’inflazione cinese

Tra gli ultimi dati macro più sorprendenti degli ultimi giorni, un cenno specifico è sicuramente attribuito alle statistiche cinesi sull’inflazione che, a sorpresa, rallenta in luglio dal +1,5 per cento su base annua precedente a 1,4 per cento anno su anno, contro attese che vedevano stabile la crescita per l’indice dei prezzi al consumo.

In dettaglio, emerge come il CPI si fosse fermato al di sotto delle previsioni anche nei due mesi precedenti, delineando un quadro ancora debole per l’inflazione, confermato anche dalla variazione del PPI, che in luglio cumula un incremento di 5,5 per cento anno su anno, in linea con i due mesi precedenti e inferiore al consenso di +5,6 per cento a/a.

Sempre in ambito del calendario macro, ma spostandoci in Europa, in Italia l’attenzione si focalizza sui dati di produzione industriale di giugno che, in contrasto rispetto agli indici di Germania e Spagna, che hanno precedentemente segnalato ampie correzioni, mostrano invece una decisa accelerazione sia per la misura su base mensile, passata da 0,7 per cento a 1,1 per cento contro previsioni di +0,2 per cento mese su mese, che per il dato su base annuale, balzato da 2,7 per cento a 5,3 per cento anno su anno, a dispetto del consenso di +3,5 per cento su base annua.

Il recupero dell’attività potrebbe alimentare un’accelerazione del PIL nel secondo trimestre, dato che la produzione nel trimestre aprile-giugno è cresciuta dell’1,1 per cento trimestre su trimestre, mentre nella media del primo semestre l’aumento è stato del 2,2 pe cento. Peraltro, l’incremento di giugno però potrebbe non estendersi nei mesi successivi in quanto guidato da componenti volatili, in particolar modo trasporti ed energia.

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