Russia, i prezzi crescono ancora

Continua la crescita dei prezzi in Russia. Uno sviluppo imponente, che sta in particolar modo colpendo il settore agricolo e dei prodotti correlati. Quando nel 2014 il presidente Vladimir Putin scelse di bloccare le importazioni di alcuni prodotti agricoli e alimentari dai paesi occidentali, come risposta alle sanzioni inflitte al Cremlino per l’aggressione all’Ucraina, forse non tutti si immaginavano di un simile sviluppo da parte dei prezzi del settore in questione.

Tanto che, sottolineano oggi alcuni media internazionali, si scopre che tale provvedimento non solo ha danneggiato solo i coltivatori occidentali, che non hanno potuto esportare, come in precedenza, i propri prodotti, bensì anche i consumatori russi, che erano abituati a comprare i prodotti importati.

Secondo quanto affermano le ultime statistiche, infatti, tra la fine del 2013 e il mese di giugno del 2017 i prezzi del comparto agricolo sono aumentati in tutto il Paese, in media del 46 per cento. Nel dettaglio, il prezzo di mercato del latte e dei principali derivati, i formaggi, è salito del 39 per cento, quello delle salsicce del 34 per cento, quello del pesce del 50 per cento e quello della frutta del 61 per cento.

Come ulteriore risposta a tale escalation di prezzi, il governo moscovita ha cercato di sviluppare l’agricoltura con generosi finanziamenti: dal 2014 ad oggi sono stati stanziati più di 3,5 miliardi di euro, ma finora gli investimenti nel settore scarseggiano o, almeno, sono sono al di sotto di quanto era stato previsto e auspicato. Sarà così anche in futuro? Vedremo se i frutti di tali strategie porteranno o meno le conseguenze attese.

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