Unipol guarda a possibili operazioni societarie

Nel corso del 2017, come era stato atteso, il gruppo Unipol ha implementato un’efficace ristrutturazione del comparto bancario, così come ha provveduto alla riorganizzazione delle attività ad esso correlate, concretizzatesi poi mediante il trasferimento ad una newco di un pacchetto di sofferenze in capo a Unipol Banca per circa 3 miliardi di euro.

Con questa operazione di pulizia e di sterilizzazione, ora la “nuova” banca dovrebbe potersi porre in misura migliore sul mercato, facilitando così il processo di cessione o di aggregazione con altri gruppi bancari.

Peraltro, nel contempo, Unipol sta proseguendo con le proprie iniziative di rafforzamento, andando a completare la razionalizzazione dell’attività assicurativa che ha già visto la vendita di Linear e UniSalute a UnipolSAI e l’estensione al 2022 della partnership di bancassurance con BPER e Banca Popolare di Sondrio. Ulteriormente, la partecipazione di controllo in Arca Vita (con una quota al 63,39 per cento) dovrebbe essere trasferita a UnipolSAI entro il 1° semestre 2018, completando così la trasformazione di Unipol in una holding pura.

Secondo gli analisti ISP, è dunque ora lecito attendersi che lo sconto holding, attualmente intorno al 27 per cento, stando a quanto sostsengono le stime di consenso, possa restringersi, anche se non scomparire del tutto.

Si tenga infine conto come l’amministratore delegato della società, Cimbri, abbia dichiarato più volte che la fusione tra Unipol e UnipolSAI – considerato dagli analisti come il passaggio centrale e finale della procedura di razionalizzazione del gruppo e che porterebbe lo sconto di partecipazione a zero – non viene al momento presa in considerazione.

Anche al di là di tale evidenza, gli analisti ritengono comunque di confermare una buona view sul titolo nel 2018.

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