NASA perde le tracce di Oumuamua

terra lunaLa NASA nelle ultime ore ha fornito qualche informazione di più su Oumuamua, il “pezzo di roccia spaziale” che alcuni studiosi hanno suggerito che potrebbe essere una sostanza “aliena”. L’agenzia spaziale ha infatti rivelato che non è più in grado di vedere lo strano oggetto con il suo telescopio spaziale Spitzer, e questo – in fondo – potrebbe rivelare importanti indizi su cosa sia in realtà Oumuamua.

Come rammentato da Italiaweb.net, Oumuamua è già annoverato essere il primo visitatore interstellare conosciuto ad arrivare al nostro sistema solare partendo da un altro. Mentre passava “vicino” alla Terra, i ricercatori si sono precipitati per saperne di più su di esso, indicando telescopi e altri strumenti verso tale oggetto nel tentativo di imparare quanto più possibile su di lui prima che scomparisse dall’altra parte del sistema solare.

Ebbene, Spitzer ha cercato di individuare la “roccia”, circa due mesi dopo il suo approccio più vicino, ma non è più riuscito a intercettarlo. Un fallimento che potrebbe porre un serio limite a quanto grande possa essere questo oggetto, valutato che se fosse stato discretamente ampio sarebbe stato avvistato, stando a quanto suggerisce un nuovo articolo pubblicato sull’ultimo numero di Astronomical Journal, curato dagli scienziati del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California.

Naturalmente, anche se tale ipotesi non può che essere marginale, una simile caratteristica di ridotte dimensioni ha rinvigorito l’idea che possa addirittura trattarsi di una “navicella spaziale”. Un oggetto relativamente piccolo che viene spinto avanti dal gas che può essere espulso, dando così l’effetto di aggiungere spinta propulsiva e accelerazione nel suo viaggio attraverso il sistema solare.

Peraltro, è stato proprio questo strano comportamento di accelerazione che ha condotto alcuni osservatori a suggerire (o sperare!) che potrebbe trattarsi di una sonda aliena, inviata oltre la Terra da una civiltà lontana. La propulsione aggiuntiva potrebbe essere determinata dal fatto che l’oggetto funziona come una sorta di “parafulmine”, progettato per essere “trasportato” dalla radiazione solare.

La teoria alternativa – e sicuramente ben più accettata – è legata alla possibilità che i gas congelati all’interno dell’oggetto possano essere gradualmente espulsi, con il risultato di spingere avanti l’oggetto. Un’eventualità che può essere altresì supportata dal fatto che Oumuamua è in realtà più piccolo delle tipiche comete all’interno del nostro sistema solare. Insomma, anche se è sicuramente la teoria più fantasiosa, in realtà l’ipotesi secondo cui si tratterebbe di una navicella spaziale aliena sembra essere scarsamente probabile.

Insomma, Oumuamua è stato pieno di sorprese fin dal primo giorno, e l’ansia di capire cosa avrebbe potuto mostrare Spitzer era particolarmente elevata. Ora, il fatto che Oumuamua fosse troppo piccolo per essere rilevato da Spitzer è in realtà un risultato molto prezioso, sottolineano i ricercatori, che hanno comunque sufficiente materiale per cercare di porre in essere nuove teorie su cosa potrebbe realmente essere questo strano “ospite” giunto da un ambiente molto lontano.

Insomma, appuntamento con le prossime ipotesi e, probabilmente, con qualche teoria più veritiera della fantasiosa navicella spaziale…

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