Governo USA lascia il controllo degli hosting low cost: internet più libero?

 

soluzione hostingHa un che di storico la decisione che il Governo USA ha preso in merito al controllo degli hosting low cost e di annessi nomi di dominio: l’esecutivo statunitense ha deciso di abbandonare la governance di questo settore, delegando il compito ad una organizzazione di natura internazionale.

Ma procediamo con ordine. Il Governo degli Stati Uniti d’America, per mezzo del Diparitmento del Commercio USA, ha convocato i rappresentanti delle più importanti società operanti nel mondo dei domini internet rivelandogli la scelta di volerne abbandonare il controllo in prima persona. L’idea di fondo è quella di delegare questi compiti ad un organismo terzo, l’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numebers), che a questo punto diverrebbe un’organizzazione effettivamente di stampo sovranazionale.

Washington rinuncerebbe così a lasciare ad altri l’arduo compito di coordinare un giro d’affari che, tra hosting low cost, nomi di dominio, server e via dicendo continua a viaggiare su numeri da capogiro. Coinvolti dall’operazione sono sia i domini di tipo generico (gTLD), sia le estensioni geografiche associate a codici internazionali (ccLTD) quanto gli svariati milioni di server che del resto rappresentano il cuore stesso di questo mercato.

E dopo che questa decisione ha preso il sopravvento nei vari media di tutto il mondo, opinionisti, esperti, quanto anche semplici individui della società civile si sono liberati in un vortice di considerazioni. Come prevedibile, i commenti in merito a questa decisione si spaccano a metà: da una parte c’è chi parla di un Internet finalmente più libero e indipendente, mentre dall’altra v’è chi continua a rimanere coi piedi per terra asserendo che alla fine dei fatti il controllo di Internet (inteso nel senso più ampio del termine) continua a rimanere sotto la giurisdizione dei vari governi nazionali.

 

Quale che sia il destino di questa scelta, ad ogni modo, avremo modo di constatarlo nel corso dei mesi che seguiranno.

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *