L’avanguardia della diagnosi prenatale

donna panciaLa diagnosi prenatale è un tema sempre più discusso e per il quale vengono fatte molte campagne di sensibilizzazione. È infatti indispensabile conoscere i rischi della gravidanza e le tecniche di prevenzione e diagnosi.

In tutta Italia si tengono seminari e convegni, in particolar modo sulle nuove tecnologie di diagnosi prenatale non invasiva. Il dottor Annibale Mazzocco ad esempio è uno dei più apprezzati ed esperti professionisti di questo campo, che opera presso l’ospedale San Valentino di Montebelluna. Lui stesso organizza corsi professionali di aggiornamento per ginecologi e ostetrici.

È indispensabile infatti per i medici sapere quali possono essere gli esami più innovativi da prescrivere ai propri pazienti.

Il reparto di Ostetricia dell’ISS di San Marino ad esempio, da ben 20 anni, propone un servizio di accompagnamento alla nascita, assicurando alla futura madre e alla coppia non solo assistenza sanitaria, ma anche appoggio e ascolto psicosociale. Già dal primo incontro con il medico ginecologo viene stilato un percorso, basato anche sulle probabilità di rischio derivanti dalla familiarità e dalla situazione di salute dei genitori.

Ogni donna ha il diritto di essere informata dettagliatamente sulla diagnostica prenatale invasiva e non, e questo compito ovviamente spetta la suo ginecologo, che la accompagnerà passo dopo passo. Dagli esami del sangue ai test del DNA alle ecografie, oltre ad essere eseguite nei tempi corretti, devono poi essere valutata da esperti.

Nei casi più gravi, nei quali viene riscontrata una malformazione genetica, è molto importante potersi avvalere i un aiuto psicologico, che assista la coppia nelle decisioni del caso; inoltre è possibile in casi come questi acconsentire a colloqui prenatali con il neonatologo.

Trai test prenatali più all’avanguardia sicuramente c’è il test del DNA fetale che viene effettuato sul sangue materno alla 10 settimana di gestazione. Realizzabile in moltissimi centri, questo test permette di identificare moltissime malattie cromosomiche come la sindrome di Down o la sindrome di Edwards, senza comportare nessun rischio per il bambino.

Ad effettuare i test di diagnosi prenatale possono essere tutte le donne in gravidanza singola in gravidanza da almeno 10 settimane, ma anche gravidanze singole e gemellari ottenute con tecniche di fecondazione assistita. Inoltre è l’unico test nel caso di controindicazioni alla villocentesi e alla amniocentesi, che può essere effettuato dopo gli screening come il Bi-Test o il Tri-Test che hanno dato esito positivo.

Anche se tutte le donne si possono affidare alla diagnosi prenatale non invasiva sono quelle che hanno superato i 35 anni di età le più interessate.

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